L’assenza di Grillo dai suggerimenti si spiega in modo molto più tecnico di quanto fatto da lui stesso, che ha gridato alla censura senza chiedersene il vero motivo. Forte di anni di esperienza (e relativi mal di stomaco) al fianco di utenti alle prime armi, mi sono ricordato come vengano utilizzati i moduli di ricerca e la confusione fra essi e la barra degli indirizzi del browser: magicamente, digitando “www.bep” su Google, il primo risultato è “www.beppegrillo.it”. Ecco cosa cercano gli utenti! Non capiscono la diversa funzione dei due moduli e li scambiano allegramente.
— via | Matteo Moro

